Circolare Lavoro – Le ultime novità

AGEVOLAZIONI

Reddito di emergenza: definiti i requisiti di accesso

INPS, Circolare 3 giugno 2020, n. 69

L’Inps, con circolare 3 giugno 2020, n. 69, ha fornito le condizioni per la gestione del Reddito di emergenza (REM), ex art. 82, D.L. n. 34/2020, illustrando i tempi e le modalità della richiesta, modello della domanda, requisiti per l’accesso, modalità di calcolo e rapporti con le altre prestazione e altri redditi.

Il Reddito di Emergenza può essere richiesto all’INPS, solo on line, entro il termine perentorio del 30 giugno, presentando domanda tramite, il sito dell’Istituto (www.inps.it), autenticandosi con PIN, SPID, Carta nazionale dei servizi e Carta di identità elettronica.

La domanda va presentata da un componente del nucleo familiare, come richiedente il beneficio, in nome e per conto di tutto il nucleo familiare.

Il nucleo, al momento della presentazione della domanda, deve essere in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:

  • di residenza, il richiedente deve essere residente in Italia al momento di presentazione della domanda, non è prevista una durata minima di permanenza;
  • economici, relativi all’intero nucleo familiare, individuato dalla dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) valida al momento della presentazione della domanda; si considerano idonee le attestazioni ISEE con indicatori ordinario e corrente, mentre non è valida l’attestazione riferita al nucleo ristretto.

Il nucleo familiare deve avere:

  • un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio. Tale reddito è determinato, secondo il principio di cassa, ed è riferito al mese di aprile 2020;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 (verificato al 31 dicembre 2019) inferiore a 10.000 euro, elevata di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro. La soglia e il massimale sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’ISEE;
  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione, inferiore a 15.000 euro.

Inoltre, l’Inps spiega che il Reddito di Emergenza non è compatibile con:

  • le indennità Covid-19, ossia con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o abbiano percepito una delle indennità di cui agli artt. 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. n. 18/2020, ovvero una delle indennità disciplinate in attuazione dell’art. 44 dello stesso Decreto o di una delle indennità previste dal Decreto Rilancio;
  • le prestazioni pensionistiche, ossia con la presenza nel nucleo di componenti che, al momento della domanda, siano titolari di pensione diretta o indiretta, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  • i redditi da lavoro dipendente, nel caso in cui nel nucleo vi siano uno o più membri titolari di rapporti di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo;
  • il reddito e la pensione di cittadinanza.

Se la domanda viene accettata, il reddito di emergenza è erogato per due mensilità a partire dal mese di presentazione della domanda.

Nel caso in cui la domanda sia presentata entro il 31 maggio 2020 saranno erogate le mensilità di maggio e giugno, mentre se è presentata nel corso del mese di giugno 2020 saranno erogate le mensilità di giugno e luglio 2020.

L’accoglimento o meno della domanda sono comunicati con sms e/o e-mail, utilizzando i dati di recapito indicati in domanda. L’Istituto renderà tempestivamente disponibili le motivazioni del mancato accoglimento dell’istanza.

Il beneficio è erogato mediante bonifico bancario/postale, accredito su libretto postale o bonifico domiciliato (pagamento in contanti presso gli sportelli di Poste spa), secondo la preferenza espressa nel modulo di domanda.

Nel caso in cui, l’IBAN indicato in domanda non è corretto perché il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponde a quello del titolare del conto corrente, oppure se le coordinate bancarie sono formulate in modo errato, il Reddito di Emergenza, verrà pagato, con bonifico domiciliato, presso gli sportelli di Poste spa.

 

 

FINE RAPPORTO

Licenziamento illegittimo per divieto da Covid-19: la NASpI è dovuta

INPS, Messaggio 1 giugno 2020, n. 2261

L’INPS – con Messaggio del 1° giugno 2020, n. 2261 – ha precisato che l’erogazione della indennità NASpI a favore dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo (malgrado il divieto, ex art. 46, D.L. n. 18/2020) sarà effettuata da parte dell’Istituto con riserva di ripetizione di quanto erogato nella ipotesi in cui il lavoratore medesimo, a seguito di contenzioso giudiziale o stragiudiziale, dovesse essere reintegrato nel posto di lavoro.

Al riguardo, il lavoratore è tenuto a comunicare all’INPS, attraverso il modello NASpI-Com, l’esito del contenzioso medesimo ai fini della restituzione di quanto erogato e non dovuto per effetto del licenziamento illegittimo che ha dato luogo al pagamento dell’indennità di disoccupazione.

Qualora, invece, il datore di lavoro revochi il recesso (il licenziamento per giustificato motivo oggettivo), chiedendo contestualmente per il lavoratore riassunto il trattamento di cassa integrazione salariale a partire dalla data di efficacia del precedente licenziamento, quanto eventualmente già erogato a titolo di indennità NASpI sarà oggetto di recupero da parte dell’Istituto, in considerazione della tutela della cassa integrazione che verrà riconosciuta al lavoratore in attuazione della disposizione di cui al comma 1-bis dell’art. 46, D.L. n. 18/2020.

 

 

INCENTIVI ALLE AZIENDE

Istituito dal cd. decreto “Rilancio” il credito d’imposta per i servizi digitali

D.L. 19 maggio 2020, n. 34, art. 190

Nella Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2020, n. 128 è stato pubblicato il D.L. 19 maggio 2020, n. 34, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

A mente dell’art. 190, viene previsto che per l’anno 2020, alle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 30 per cento della spesa effettiva sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività.

L’effettuazione di tali spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata dai responsabili dei Caf, legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti.

Il credito d’imposta:

  • è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea salvo che successive disposizioni di pari fonte normativa non prevedano espressamente la cumulabilità delle agevolazioni stesse;
  • non è cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici, ex art. 2, comma 1 e 2, legge n. 198/2016 e D.Lgs. n. 70/2017;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto del modello. Il medesimo modello F24 è altresì scartato qualora l’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione risulti eccedente l’importo spettante;
  • è revocato nel caso che venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti ovvero nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o risultino false le dichiarazioni rese.
  • La revoca parziale del credito d’imposta è disposta solo nel caso in cui dagli accertamenti effettuati siano rilevati elementi che condizionano esclusivamente la misura del beneficio concesso.

 

 

INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Le istruzioni INPS sulla sospensione degli adempimenti e dei versamenti dopo il cd. decreto “Rilancio”

INPS, Circolare 28 maggio 2020, n. 64

L’INPS – con Circolare del 28 maggio 2020, n. 64 – ha fornito le indicazioni in ordine alle ulteriori disposizioni concernenti la sospensione degli adempimenti e dei versamenti contributivi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, alla luce della conversione in legge del cd. decreto “Cura Italia” e della pubblicazione del cd. decreto “Rilancio”.

Al riguardo, l’Istituto ha precisato che tutti i versamenti contributivi sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.

 

INPS, PRESTAZIONI

I chiarimenti in merito alla gestione delle domande di “indennità Covid-19” respinte

INPS, Messaggio 1 giugno 2020, n. 2263

L’INPS – con Messaggio del 1° giugno 2020, n. 2263 – ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla gestione delle domande respinte e dei riesami delle domande di marzo 2020, inerenti alcune categorie di lavoratori autonomi, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori subordinati le cui attività lavorative sono colpite dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Al lavoratore e al Patronato è consentito proporre un’istanza di riesame, che permetta all’INPS di verificare le risultanze dei controlli automatici ed il rispetto dei requisiti di appartenenza a ciascuna categoria, ex Circolare INPS n. 49/2020.

L’utente può inviare la documentazione richiesta attraverso il link “Esiti”, nella stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità 600 euro”, grazie ad apposita funzionalità, che provvede ad esporre i motivi di reiezione e consente di allegare i documenti richiesti per il riesame.

 

Gli ulteriori chiarimenti INPS sulla nuova indennità per i lavoratori domestici

INPS, Circolare 28 maggio 2020, n. 65

L’INPS – con Circolare del 28 maggio 2020, n. 65 – ha riepilogato i requisiti necessari per beneficiare dell’indennità di € 500 prevista per i lavoratori domestici, ex art. 85, D.L. n. 34/2020 ed ha fornito le indicazioni operative per la presentazione delle domande, evidenziando altresì le ipotesi di incompatibilità e cumulabilità con altre misure di sostegno al reddito.

Al riguardo, l’Istituto ha precisato che tale indennità non è cumulabile con le cd. indennità Covid-19 (cd. normate dal cd. “Decreto Cura Italia”), né con quelle introdotte per i mesi di aprile e maggio dal cd. “Decreto Rilancio”.

Le novità INPS sul bonus baby sitting

INPS, Messaggio 27 maggio 2020, n. 2209

L’INPS – con Messaggio del 27 maggio 2020, n. 2209 – ha comunicato che sono in corso di implementazione le procedure telematiche per l’adeguamento alle norme in materia di bonus baby-sitting entrate in vigore il 19 maggio 2020.

Il D.L. n. 34/2020 ha previsto che, in presenza dei requisiti indicati, possano essere erogati “uno o più bonus” per l’acquisto di servizi di baby-sitting, fino al 31 luglio 2020, per un importo complessivo massimo pari ad € 1.200 per:

  • i lavoratori dipendenti del settore privato,
  • i lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, ex lege n. 335/1995,
  • i lavoratori autonomi iscritti all’INPS,
  • i lavoratori iscritti alle casse professionali.

Per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per il settore sanitario, pubblico e privato accreditato, il limite massimo è stato invece aumentato ad € 2.000.

In alternativa, il bonus in commento può essere erogato direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione:

  • ai centri estivi,
  • ai servizi integrativi per l’infanzia,
  • ai servizi socio-educativi territoriali,
  • ai centri con funzione educativa e ricreativa,
  • ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.

Le modalità di presentazione delle nuove domande saranno rese note con successivo Messaggio.

 

 

Le novità INPS per la richiesta degli Assegni Nucleo Familiare

INPS, Messaggio 18 maggio 2020, n. 2047

L’INPS – con Messaggio del 18 maggio 2020, n. 2047 – ha comunicato che l’avvio della nuova modalità di gestione delle domande di ANF (inizialmente prevista per il periodo di competenza di aprile 2020) è stata rinviata al mese di competenza luglio 2020.

I datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di ANF arretrati possono richiedere per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di € 3.000 (valorizzando nel flusso Uniemens, all’interno dell’elemento “CausaleRecANF” di “ANFACredAltre”, il codice causale “L036” avente il significato di “Recupero assegni nucleo familiare arretrati”).

Tale limite potrà essere superato – fino ad un importo massimo di € 20.000 – solo nel caso in cui vengano valorizzati contestualmente anche l’elemento “InfoAggCausaliContrib” e il totale degli importi dichiarati in “ImportoAnnoMeseRif” di “InfoAggCausaliContrib”, riferiti al medesimo codice, corrisponda esattamente all’importo esposto nell’elemento “ImportoRecANF” di “ANFACredAltre”.

Le richieste di arretrati, spettanti per importi ulteriori e non conguagliabili secondo le nuove disposizioni, potranno essere effettuate utilizzando, come di consueto, flussi di regolarizzazione con l’indicazione del codice causale “L036” e il totale dell’importo.

 

 

LAVORO IRREGOLARE

Istanza per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato irregolare

INPS, Circolare 31 maggio 2020, n. 68

L’INPS – con Circolare del 31 maggio 2020, n. 68 – ha fornito le prime istruzioni operative limitatamente agli adempimenti relativi alle modalità con cui possono essere presentate le istanze di competenza dell’Istituto, anche alla luce delle disposizioni impartite dal Decreto Min. Interno del 27 maggio 2020, recante “Modalità di presentazione dell’istanza di emersione di rapporti di lavoro”, in merito alla dichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato irregolare in corso con cittadini italiani o con cittadini dell’Unione europea.

Com’è noto, la procedura riguarda i soli datori di lavoro la cui attività rientra nei seguenti settori produttivi:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
  • assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza;
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

In relazione alle attività di assistenza alla persona o di sostegno al bisogno familiare, viene precisato che sono equiparati ai datori di lavoro domestico persona fisica anche alcune particolari persone giuridiche, ovvero le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari) e le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni), che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi, nonché le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale), qualunque sia il numero dei componenti.

Tra le suddette comunità rientrano le case-famiglia per soggetti portatori di disabilità, quelle per il recupero dei tossicodipendenti, per l’assistenza gratuita a fanciulli anziani e ragazze madri, le comunità focolari, le convivenze di sacerdoti anziani cessati dal ministero parrocchiale o dal servizio diocesano.

Non rientrano invece in tali ipotesi:

  • gli alberghi, le pensioni, gli affittacamere e le cliniche private;
  • i collegi-convitti, anche se esercitati senza fine di lucro, perché la convivenza non è fine a se stessa, ma mezzo per conseguire finalità educative.

La disposizione in commento non trova applicazione in relazione ai rapporti di lavoro domestico in somministrazione, essendo tale fattispecie disciplinata dalle norme sulla somministrazione di lavoro e non da quelle relative ai rapporti di lavoro domestico stipulato in modo diretto dal datore di lavoro.

L’INPS si riserva, con successiva Circolare, di fornire le istruzioni relative alle modalità di svolgimento del procedimento, ex artt. 2 ed 11 , decreto 27 maggio 2020.

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO

Le nuove linee guida per le riaperture delle attività economiche definite in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome

Accordo Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 25 maggio 2020

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – con accordo del 25 maggio 2020, n. 92 – ha aggiornato le linee guida per le riaperture delle attività economiche, introducendo istruzioni specifiche per:

  • le strutture ricettive all’aperto,
  • i rifugi alpini,
  • l’attività fisica all’aperto,
  • il noleggio di veicoli e attrezzature,
  • gli informatori scientifici dei farmaci,
  • le aree giochi per bambini,
  • i circoli culturali e ricreativi,
  • la formazione professionale,
  • il cinema e gli spettacoli,
  • i parchi tematici e di divertimento,
  • le sagre e le fiere,
  • i servizi per l’infanzia e l’adolescenza.